UN AUGURIO SPECIALE

-Questo pensiero è stato stilato dalla sottoscritta circa un anno fa, per cui il periodo di riferimento risale a Dicembre 2014 – Gennaio 2015. Mi è capitato di ripescarlo fuori, casualmente, dai miei archivi e ho pensato di condividerlo sul mio blog, nella sezione “Dianoia”.-

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Il mio Poker d’Assi, la mia Partita vincente. Natale 2015.

Questi ultimi giorni prima del nuovo anno sono stati importanti per me. Il caso ha voluto che mi si presentassero delle situazioni, apparentemente irrilevanti, che mi hanno dato modo di riflettere su alcune cose. Il concetto può apparire banale, ma “ogni cosa è superabile” è il frutto della mia meditazione di questo 2014. La parola chiave di questo nuovo anno sarà “SEMPLICITA'”. Tutti dovremmo cogliere un po’ di semplicità nelle situazioni di ogni giorno. Semplicità porta a praticità, utile per evitare tanti di quelli che noi quotidianamente osiamo definire problemi, che influiscono sul nostro stato d’animo. Ad esempio, ci sono persone che accettano la loro triste condizione per paura di tante cose. Solo perché il loro animo gli suggerisce che, se le cose non andassero in quel modo, sarebbe peggio. Si accontentano e godono, si… ma “così così”. E’ un benessere momentaneo il loro, poco soddisfacente e, a completa assuefazione, porta solo ad infelicità cronica. Irremovibili dalle loro assurde posizioni, rinunciano a una vera felicità, costruendosene una finta che adorano indossare, a mo’ di maschera, nella vita di tutti i giorni, quando vengono a contatto con il resto del mondo. Io vorrei chiedere a tali individui: quando siete soli, fra voi e voi, come vi sentite? Credo insoddisfatti delle vostre scelte, che portano la vostra disperazione e sete di felicità ad imprecare contro lo sventurato caso riversatosi sulle vostre consapevoli decisioni. E’ in questi casi che bisognerebbe misurare la propria forza d’animo, essendo sinceri con se stessi. Ma voi non lo fate, perché avete paura di mettere piede oltre la caverna. Eppure voi, a differenza dei protagonisti del famoso mito, sapete che lì fuori le cose sono diverse; ma il problema prevede ed impone il fattore rischio, la sfida e l’imposizione, la determinazione, la conoscenza dei propri limiti, il doversi mettere in gioco con coraggio, dicendo “io non voglio questo. Cavolo, devo assolutamente cambiare le cose!”. Non avete voglia di vincere, perché siete dei perdenti. Mi fa rabbia il vittimismo che adoperate per rendervi impotenti innanzi a tutto quello che pensate non possa essere cambiato. Credete che la strada più facile da intraprendere sia quella in cui bisogna circondarsi di tanta falsità per sopravvivere all’apparenza. Vi costruite un mondo fittizio che nemmeno desiderate, in fondo: a volte è solo mania di protagonismo e voglia di apparire, ma il tutto riporta sempre ad un’incondizionata paura della solitudine. Allora è così che venite giudicati e giudicate, non siete amati e non sapete amare nemmeno voi stessi, siete traditi e tradite. Vi nutrite di giudizi e pregiudizi, solo per non far ricadere l’attenzione su niente di personale, incentrandola, piuttosto, sui “problemi” altrui (ho usato le virgolette perché i problemi si definiscono tali quando appartengono a noi e non agli altri; in quel caso, non è nostra preoccupazione). Non vi interessa una genuina verità; anzi, quando vi si dice, credete che che vi si racconti il falso e che, sicuramente, esiste un maligno motivo che abbia condotto a formulare un pensiero contorto, destinato a disturbare gli equilibri della vostra vita quotidiana. Preferite portarvi nella tomba le frivole idee che vi fate sulla gente, senza conoscere i dettagli delle loro storie. Ragionate per “ipotesi certe”, ossimoro di grande contraddizione. Non siete in grado di pensare giustificando le azioni altrui, perché avete paura che sapere la verità possa farvi davvero molto male. Dunque, per voi è meglio pensare che tutto il male del mondo è insito in ogni forma di individuo umano e che nessuno mai sarà dedito a fare del bene; che sotto ogni forma di azione buona c’è sempre un tornaconto personale o una cattiveria inflitta per vendetta. La mente dell’uomo, a volte, è talmente piena di complessità che non riesce a spannare il lume della ragione. E’ così difficile porsi delle domande e ragionare con semplicità? E’ così difficile avere voglia di conoscere e poi agire di conseguenza per mezzo di una dote che Dio ci ha dato, chiamata ragione? Curiosità è sintomo di intelligenza, mi hanno sempre insegnato. In questa partita che è la vita, spetta a voi avere il coraggio di puntare e decidere la somma da investire per scoprire le carte. Si potrebbe anche ricevere una sconfitta, ma di sfide da affrontare ce n’è una lunga serie e anche le sconfitte fanno parte della vita. E’ solo questione di saperle metabolizzare. Sbarrando per sempre le porte a questo 2014, vi auguro un anno ricco di SEMPLICITÀ.

(Federica Zummo)

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6 thoughts on “UN AUGURIO SPECIALE

  1. Interessante a sua forma de pensar, porém acredito que tenho um pensando um pouco diferente sobre a “vida e a felicidade”.
    Para mim a vida é uma curta fração de tempo em uma linha que teve inicio há milhares de anos e não sabemos quando terá fim, talvez nunca, talvez quando você chegar à última palavra deste texto. Não há como saber.
    Nossa vida é como uma balança, onde de um lado temos os momentos felizes, e do outro lado os momentos não tão felizes. Ou seja, nossa vida é feita de momentos. Cabe a nós criarmos mais mais momentos felizes e menos momentos infelizes.
    Não a como ter uma vida completamente feliz, muito menos uma completamente infeliz. A cada ano que passa fazemos escolhas que nos acompanharão por toda uma vida, nós os escolhemos momentos…
    Que este ano de 2016 seja um ano muito feliz para ti.

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    1. Grazie per aver espresso il tuo parere! Quello che hai appena scritto è giusto. Ma ci sono persone, purtroppo, che hanno paura di vivere, di fare le scelte migliori, di reagire. E queste persone spesso cercano di addossare le loro sventure alla vita, dicendo “Beh, si è andata così… colpa del destino”. Facile così, no? Non si rendono conto che tutto dipende dalla propria consapevolezza di scegliere i momenti, appunto, giusti o sbagliati che siano… 🙂

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  2. Non é la prima volta che rileggo queste parole. L’altra circostanza fu quasi due mesi fa, e da allora posso accertare che queste parole hanno rappresentato uno stimolo a osare, a andare al di là della paura di rischiare e del cibarsi di giudizi e preconcetti. Sto ricostruendo un equilibrio proprio grazie al valore assoluto del rischio, di intraprendere un percorso che mi sta portando per la prima volta dopo anno ad amarmi e a non tradire più il mio essere spirituale. Rappresenta un seme nella formazione di una coscienza,piu sana e capace di dare soddisfazione. Ti ringrazio perché mi sto iniziando a volere bene , e questo é stato un riferimento che si é incastonato dentro. Nel mio spirito. Perdonami se parlo in questa maniera simbolica, ma valorizzo un pensiero davvero notevole di contenuti. Che osa per chi sa osare veramente, coi fatti. E non si chiude a riccio nel preconcetto.e nel sentito dire.

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    1. Ciao. Sono lieta di aver ricevuto il tuo commento. Ti confesso che questo articolo che ho scritto non era affatto uno dei miei preferiti, che ero indecisa se cancellarlo o meno. Grazie per avermelo fatto rivalutare, perchè mi hai fatto capire qual è il messaggio che gli altri percepiscono. A me piace esprimere i miei pensieri perchè amo il fatto che ognuno di noi possa dargli un’interpretazione simile e con sfumature diverse. Il linguaggio è fatto di sensazioni, che sono puramente soggettive. Ci capiamo, ma ognuno vede le cose sempre coi propri occhi e con la propria testa. E mi piace attingere da punti di vista diversi. Hai recepito bene: ciò conta è sapersi mettere in gioco. Perchè vale quello che pensiamo, vale quello che diciamo, quello che facciamo. VALIAMO NOI, in primis. E bisogna saper dare importanza a questo, secondo il mio modo di vedere le cose. La nostra vita spirituale va costruita in base alle scelte che NOI facciamo e al NOSTRO modo di reagire. Difficile da applicare (anche io ci riesco poco), però se ci riusciamo abbiamo vinto.Ti ringrazio per il tuo commento e sono davvero felice di esserti stata di spunto.

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  3. La veridicità del tuo testo sta proprio nel fatto che per far valere noi stessi bisogna essere pronti a ascoltare, a recepire , a mettere in gioco se stessi non per prevalere gli uni sugli altri effimeramente, ma per capire veramente il nostro valore. É vero, l’importanza di queste parole sta nel fatto che la capacità, il valore di ognuno non sta nella bravura di cogliere alla lettera il messaggio, ma di come la mente recepisce, elabora, é capace di esprimere se stessa senza il timore di essere offuscata da qualsiasi forma di giudizio. Si evita cosi di cadere nell’errore piu comune, l’ottusità unita alla presunzione di saperne sempre una piu di chiunque altro.
    Saresti ancor più felice se ti rivelo una cosa:già da qualche tempo mi ero approcciato ai tuoi testi, ma in una maniera così sterile, puerile e prevenuta che non rendeva merito al valore che tu ci tenevi a trasmettere. Questo tuo testo ha contribuito a dare vigore al mio spirito critico, al liberare l’anima dalle catene del pessimismo per sentito dire, e tanto più a dare saggezza incondizionata alla mia volontà. Non sempre si riesce a portare avanti tutto, come dici te, ma un tassello per volta ci si afferma nella propria identità. E il tuo é stato molto potente,concretizzare i buoni propositi in una effettiva e graduale armonia. Grazie davvero, compresa la tua risposta, che non mi aspettavo così immediata 🙂

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