GIÙ LA BAUTTA

Collezionista_stelle
Immagine dal Web.

Scende la notte, cala il sipario.
Finito il teatro, finisce il calvario.
Smontano il palco e spengon le luci,
resta una piazza dai vuoti truci.

Finita la banda, finita la festa,
niente più voci nella mia testa.
Solo un immenso silenzio regnante,
fitto di un’ubbia pregnante.

Il vuoto lasciato dal dramma teatrale.
Cosa mi resta? Che devo fare?
Volto le spalle. Me ne posso andare?
O mi conviene ancora aspettare?

Resto a guardare, forse ho deciso,
il declino dell’opera sul tuo viso.
Giù la bautta, t’ho già capito.
L’epilogo infido non l’ho gradito.

L’ultima favola è tramontata.
Pur la platea s’è tutta svuotata.
Mi godo i posteri del finale;
sola, ma libera dal mio male.

Traccio un confine al centro di piazza.
E’ la mia anima, tu non entrare
che voglio sdraiarmi a guardare le stelle:
quelle vere, non quelle teatrali.

(Federica Zummo)

 

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9 thoughts on “GIÙ LA BAUTTA

  1. Volevo scriverti qualche giorno fa , ma nel mentre hai pubblicato dei nuovi post che mi danno valido motivo di commento. È molto intricato commentare poesie di così forti contenuti stilistici e credo emotivi, ma ció che è più importante era esternare senza porre filtri il tuo stato d’animo in maniera cristallina. E rileggendola ponderatamente più di una volta, leggo di quanti sia forte il tuo desiderio di riflessione interiore: esperienze che come spettacoli teatrali colmi di maschere, illusioni,finzioni,stati d’animo offuscati, fanno si che nella tua testa imperversi quella pregnante ubbia che ti lascia una fragilità che prima ti destabilizza e poi ti tormenta. Le ultime due quartine poi, esprimono il tuo bisogno di osservare il cielo con empatia, scevra la tua mente di preoccupazioni e timori, e non vuoi che essi ti distolgano da tale visione che nel cuore cristallina è. E che soprattutto non venga riappropriata dal palcoscenico di maschere fisiche e emozionali che troppe volte hai calcato.

    E per chiudere, che dirti, se non che trovo appagante e riflessivo il tuo modo di scrivere? Ho letto altre tue poesie e anchr in questa emerge che il tuo lavoro di cesello non è solo nella scelta qualititativa ma soprattutto interiore. Questa, più che una citazione, è un’epifania che nelle silenzio della notte stellata ti si è rivelata chiara. Ma forse mi sbaglio, non vorrei aver fuorviato troppo dal mio commento.

    PS:a dettaglio conclusivo, grazie per non inibire mai la stesura dei tuoi pensieri.

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    1. Carissimo, la tua analisi mi ha molto colpita. Le cose sono due: o sono brava io ad esprimere le mie sensazioni, o sei tu il grande interprete. 🙂 Sono felice del tuo commento. Vedi, per me scrivere è un modo che ho e che uso per fare chiarezza dentro di me, quando chiarezza non ne ho. Il modellare e rimodellare quelle strofe o quei concetti che non mi convincono, fino a dargli forma, sono il riflesso di un lavoro interiore in realtà. A fine lavoro, mi ritengo soddisfatta e libera dai fardelli dell’anima. Quindi si, quando scrivo non ho freni nel far trapelare le mie sensazioni. Spero di poter attuare certi concetti maturati nella pratica, che spesso mi risulta difficile seguire i miei stessi consigli. Grazie per il tuo tempo speso a leggere qualcosa di mio, a leggermi dentro…

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      1. È molto difficile poter mettere in pratica ciò che scriviamo a mente fredda, dopo che essa pondera ciò che istintivamente compiamo col cuore. Non lo chiamerei lavoro semplicemente il tuo, in quanto ci metti dedizione, luciditá, controllo ben espresso della tua emotivitá. Non lo chiamerei così perchè la sua bellezza non è solo nella qualità dello scritto, ma è anche quanta parte della tua anima si fa sentire tra le righe. Ecco, lo chiamerei attività di riflessione terapeutica per la tua anima colma di tante riflessioni che non vogliono restare ingarbugliate nelle perplessità che gli eventi quotidiani ti riservano. Perció, posso dirti che sei tu che sai trasmettere al meglio ciò che partorisci nel tuo involucro interiore, io rischio di uscire dal seminato forse privilegiando aspetti che non rispecchiano con umiltá il tuo dilettevole impegno nello scrivere. Mi prendo la gioia e il sorriso che mi è spuntato per l’emozione di averti trasmesso un pò del mio l’effetto dentro. 🙂

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    1. Sorpresa dalla tua osservazione! L’ho fatto di proposito… Inizialmente tutto quadra… ma quando poi realizzi la verità, perdendo anche la più inconscia speranza che avevi nutrito fino all’ultimo ed oltre, perdi tutte le certezze e ci si sente disorientati… Ho voluto creare questa dissonanza. Ho bisogno di chiudermi nel mio spazio per poi riuscire allo scoperto e andare avanti con nuovi propositi e determinazione. Spero di aver reso l’idea ed essere stata esaustiva. 🙂

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