PER CHI HA VOGLIA DI DIRE LA SUA

sinonimi-di-abnegazione

ABNEGAZIONE

“Dai il tuo impegno migliore, perché tu vali il miglior impegno.”
-Denis Waitley-

Una parola che deriva dal latino, composta da “ab-“, che indica allontanamento, e NEGARE.

Ancora: ABNEGAZIONE, nella Legge Ebraica, si ha quando “il raggiungimento di un bene più grande ha la precedenza sull’osservanza di un precetto minore. Questa pratica riflette la natura flessibile della legge ebraica ed il profondo rispetto per il prossimo.”
(Fonte: Wikipedia).

Dal “Sommario delle Regole” di S. Ignazio, par. n. 12:
per arrivare in modo più eccellente al grado di perfezione accennato sopra, così prezioso nella vita spirituale, ciascuno deve, innanzi tutto, mettere la massima sua applicazione a cercare, secondo Dio, la più perfetta abnegazione di se stesso e, per quanto sarà possibile, una mortificazione continua in tutte le cose.

Una parola profonda, che include una spiritualità importante. Comprende sacrificio, rinuncia, dedizione e, spesso, prevede il perdono. Tutto questo affinché si possa stare in pace con se stessi e con il mondo.

Ho voluto dare un’idea piuttosto frammentaria delle varie

sfumature che può assumere il significato di questo termine. In linea generale, l’abnegazione consiste in un annullamento quasi totale di sé stessi per dedizione al bene altrui, senza chiedere nulla in cambio. Il volontariato, ad esempio, se fatto per vocazione è sicuramente una forma di abnegazione.

Ma cosa è, invece, secondo me l’abnegazione?
Certamente, l’abnegazione comporta un sacrificio e la rinuncia a qualcosa per il bene di qualcuno. Ma quel qualcuno non possiamo essere noi stessi, in taluni casi?
“Abnegazione” può anche accettare la variante della rinuncia a qualcosa per il proprio bene, in quei casi in cui non si tratta più di egoismo, bensì di annullamento di sé stessi per il bene verso sé stessi?

RIFLETTIAMOCI.

 

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3 thoughts on “PER CHI HA VOGLIA DI DIRE LA SUA

  1. È un’idea ma dipende dal contesto. Sicuramente rientra nella categoria la rinuncia a qualcosa che magari ci farebbe piacere – o almeno così c’illudiamo – per un bene superiore verso di noi. Una esempio banalissimo: ci si impone di smettere di fumare, a costo di dolorose crisi d’astinenza, pur di guadagnare in salute. In quel caso sono perfettamente d’accordo con questa interpretazione “riflessiva”.

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