STORIA DI UNA MARGHERITA INGENUA

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Immagine da: http://www.giardinaggio.it

C’era una piccola,
Margheritina
Nata da poco
Vispa e carina
Diceva mamma: voglio giocare
ma sono sola ma sono sola che posso fare???
Gioca col sole, piccina mia,
a nascondino,
con allegria
La piccolina col sole giocò…e lui sì grande
e lui sì grande non rifiutò.
Sotto una foglia,
lei si celava…
chiamava sole,
lui la cercava
ed anche il vento
si divertiva…
passando accanto
passando accanto il fior scopriva.

(Filastrocche della tradizione)

Questa è la storia di una piccola margheritina che visse un amore frainteso ed irraggiungibile, per cui ne soffrì fino ad appassire.

C’era una volta una piccola Margheritina. Lei era bianca e candida, vivace ed allegra. Le piaceva chiacchierare coi fiori vicini; trasmetteva dolcezza e tanta felicità. L’intero giardinofu felice della sua venuta. Nata da poco, era ancora ignara di come funzionasse il mondo. Saggiatrice di sensazioni positive, viveva felicemente nella sua spensierata ingenuità. Era vispa e piena di energia. Nutriva dentro una gran voglia di vivere la vita. Era una sognatrice talmente ambiziosa che, nonostante fosse stimata da tutti i fiori, nessuno riusciva mai a tenere il suo passo. Le sarebbe piaciuto che qualcuno avesse percorso un cammino insieme a lei, custodendo qualcosa da condividere. Chiunque ci provasse, si perdeva sempre per strada. E dunque, alle volte, si sentiva un po’ sola ed incompresa nella sua visionaria diversità. Un bel giorno di primavera, fu scossa per la prima volta dai raggi solari. La sensazione che le donarono quegli abbagli di luce non l’aveva mai provata prima di allora. Si sentì avvolta da un abbraccio di calore e travolta da un’insolita vitalità. Curiosa più che mai, la piccola Margheritina, si fece avanti e decise di parlare al Sole:
-“Ciao Sole, amo il tuo calore… mi rende viva. Perché ti preoccupi di riscaldarmi?”
Il Sole gentile rispose:
-“Perché io amo che tu, dolcissimo fiore dai candidi petali, possa trarre benevolenza dai raggi di cui ti faccio dono ogni giorno. Il calore che io ti offro è la solarità che tu mi regali.”
Da quel momento, tra il Sole e la Margheritina, nacque una profonda amicizia. Il Sole la accarezzava ogni giorno coi suoi raggi, prendendosi cura di lei, affinché rimanesse sempre bella e rigogliosa. E più passavano i giorni, più la margheritina, travolta dall’energia stellare, si innamorava perdutamente ed inconsapevolmente del Sole. I due passavano tanto tempo insieme: giocavano, ridevano, scherzavano… Ogni tanto a lei piaceva nascondersi dietro una foglia, in attesa che il Sole la trovasse e poi la scoprisse. Ma il vento si divertiva ad anticiparlo. Ogni volta che la vedeva, il Sole non esitava a donarle tutto il suo amorevole fervore.
Un giorno, la piccola Margheritina, incontrò una rosa bellissima. Meravigliata le chiese:
-“Oh, splendida Rosa dal profumo inebriante. Come fai ad essere ogni giorno più bella?
La Rosa lusingata rispose:
-“Dolce e candida Margheritina, è tutta opera del Sole che coi suoi carezzevoli raggi si prende ogni giorno cura di me, facendomi arrossire ed io profumo.”
All’udir di quelle parole, la Margheritina, dapprima incredula, fu presa da sgomento e si rivolse alla rosa:
-“Bellissima Rosa, sono invidiosa del trattamento che il Sole riserva per te. Io credevo di essere l’unica di cui si premurasse.”
La Rosa scoppiò in una risata d’ovvietà e le disse:
-“Sei proprio un fiorellino ingenuo! Come puoi pensare di essere l’unica? Come fa, allora, la Primula ad essere così smagliante? E la Viola così forte? E la Dalia così prosperosa? E’ a tutti i fiori che il Sole dona le sue amorevoli attenzioni.”
La Margheritina indifesa, conobbe così la sofferenza dall’amore. Nessuno l’aveva mai messa al corrente di cosa fosse questa sensazione e si rattristò fino ad avvolgersi nel buio dei suoi petali richiusi. Passavano i giorni, i mesi… Il Sole non si preoccupò del suo silenzio; continuava indifferente a compiere il suo operato. Nel frattempo, la Margheritina delusa si stava afflosciando: i suoi petali si rinsecchivano sempre più e le radici avevano smesso di bere. Tutto il giardino era in pena per lei. Ai fiori mancava la sua travolgente allegria e pensavano ormai fosse seccata.
Poco dopo il levar del sole, in una calda giornata di Maggio, un’ape mattiniera bussò alla corolla della Margheritina abbacchiata:
-“Toc, toc! Heilà, ti prego fammi entrare!”
La Margheritina, rintontita dalla stravagante sveglia, rispose:
-“Chi sei? Cosa vuoi? Non ho voglia di vedere nessuno. Lasciami in pace.”
L’ape ribatté:
-“Sono l’ape Birichina. Ti prego, fammi entrare! Ho bisogno del tuo nettare.”
La Margheritina le disse:
-“Non posso aprirmi, sono troppo debole ormai e regalarti il mio nettare mi prosciugherebbe del tutto.”
L’ape Birichina rispose:
-“Cosa cambierebbe se ti prosciugassi del tutto? Ormai sei così flaccida che non muterebbe la tua condizione. Tanto vale che mi offri il tuo nettare, ancora utile a qualcosa.”
Continuò l’ape:
-“Dimmi: perchè sei così secca? Cosa ti è successo?
La margheritina rispose:
-“Ho sofferto per l’amore che invano ho donato al Sole. Io vivevo per lui e lui vive per tutti! Ha risucchiato via la mia linfa vitale… magari la donerà ad altri fiori più belli di me!”
La triste Margheritina scoppiò in un tenero pianto che commosse l’ape Birichina:
-“Mia cara, è così che funziona il mondo! Fai tesoro soltanto di ciò che può esserti utile, affinché tu possa crescere bella e forte. E dispensati di tutti quegli aspetti negativi che invece possono soffocarti. Ora però posso avere il tuo nettare?”
Colpita dalle parole dell’ape, la Margheritina si aprì con sorpresa. Le donò volentieri il nettare che l’ape richiedeva per i suoi scopi. Poi le radici bevvero le lacrime che aveva versato sul terreno. Riprese colore. Infine, cercò il Sole, a cui si rivolse amichevolmente, e si espose ai suoi raggi, da cui trasse beneficio vivendo solo per sé. Ritornò a verdeggiare e l’intero giardino fu lieto di averla ritrovata. Divenne una Margherita Magnifica, di invidiabile spessore. Imparò ad amare la vita e a cogliere tutti gli aspetti positivi del mondo che nutrirono inevitabilmente la sua, fino ad allora, esile anima.

(Federica Zummo)

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14 risposte a "STORIA DI UNA MARGHERITA INGENUA"

  1. Fai tesoro soltanto di ciò che può esserti utile, affinché tu possa crescere bella e forte. E dispensati di ciò che ti soffoca.

    Provare un sentimento per ciò che ha rinvigorito la tua linfa e che ha dato lucentezza alle foglie della margherita è il rischio di qualsiasi amore che comporta, come altra faccia della medaglia, l’alto rischio della sofferenza. Ma più questo sentimento è stato vero, più il rischio è alto e inevitabile. Ma ciò che conta è che la margherita l’abbia vissuto in pieno e non viva di rimpianti, e uscirne a suo modo rinata agli occhi del suo giardino l’ha fatta maturare non solo esteticamente. Comprenderanno solo quei fiori i cui petali sono sbocciati dopo aver assorbito e metabolizzato nella sua essenza la luce, talvolta ingannatoria, del Sole tanto adulato e , è proprio il caso di dirlo, AMATO.

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  2. Questa Margheritina si chiamava Federica immagino? 🙂 Comunque a tratti un po ambigua la parte finale ahah Considerare una persona come il tuo sole e un po esagerato eh, se dai cosi tanto potere a qualcuno finirai per appassire davvero, a sto punto meglio l’Ape birichina 🙂 Ho dato un occhiata anche al tuo instagram, ce l’ho pure io ma non mi voglio esporre ancora, sto dando una letta alle tue scritture stamattina ho tempo libero e mi faccio i cazzi tuoi.
    La storia è molto carina, ma tendi a immedesimarti un pò troppo, Sole, Mare, Aria, Terra, sono elementi che non conoscono il possesso, la gelosia, l’invidia, o l’attaccamento, ma mi hai strappato un sorriso, e poi le Rose appassiscono subito, le Margherite durano molto di piu 😉 dato che siamo in vena di ambiguita ahah

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    1. Immagini male. Ciò che scrivo è sempre molto generalizzato e spesso anche artificiato. È una semplice favoletta inventata, certamente basata su sensazioni reali molto enfatizzate. Non c’è dunque tanto da farne l’analisi sel profilo psicologico, quanto capirne il senso. Inoltre non ci vedo assolutamente niente di ambiguo, in special modo la parte finale è chiara come l’acqua! 🤣 Non mi immedesimo io, ma deve immedesimarsi chi legge: è questo il mio scopo. Dopo tutto questo blog non è mica il mio diario segreto! 😂 Infine, si chiama PERSONIFICAZIONE, figura retorica soprattutto presente nei generi favoleschi.

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