SECONDI

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Immagine dal Web.

Negli attimi struggenti
in cui mi spogli
delle paure del Mondo,
io rinasco e rivivo
la mia estasi da Paradiso.
Nell’abbraccio illusorio
che mi doni con il tuo conforto,
ritrovo il mio momento
di effimera follia.
Sagace è la consapevolezza
di quei secondi così fugaci,
seppur intensi ed estranianti,
ma obbligati a rispedirmi
nell’irreversibile realtà.

Federica Zummo

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INSONNIA

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immagine dal web.

Mi spaventano i miei pensieri,
il silenzio,
nella notte più che mai.
Abbraccio il cuscino
e ti cerco
tra le stelle del soffitto.
E con gli occhi splancati
fisso il vuoto
nel buio,
aspettando con ansia
che arrivi il giorno,
finché il canto degli augelli
non intona
la mia dolce Ninna Nanna,
a rassicurarmi che il Mondo
gira ancora
anche oggi…
Anche domani.

(Federica Zummo)

SOLMONETH

SOLMONETH
(mese del fango)

Citazioni Della Mia Mente

nuvole-sole

Febbraio, Mese del Fango,
da sempre nei secoli ostile,
sei il mese più corto dell’anno,
sei quello più nero, atrabile.

Sei stato accorciato da Augusto,
geloso del Mese di Giulio,
ti rubò un giorno dall’anno bisesto
affinchè Agosto restasse un cimelio.

Cristalli gelidi di Ametista
riposano sopra la fredda Terra,
riflessi viola di un cielo pietista
che usurpi coi Giorni di Merla.

Ultimo mese dell’anno contavi,
Numa Pompilio ti diede la voce.
Ultimo mese d’inverno rimani,
ultimo chiodo di questa croce.

Sciogli la neve dei candidi campi
per dare vita alle Primule nuove,
per dare segno dei finali scempi,
per annunciare che te ne vai altrove.

E quando alfine ti sei accomiatato
si avverte un’aria più pura e leggera.
E le sofferenze di chi ti ha patito
le porti con te, via, con la bufera.

Ma il tuo destino è di ritornare,
quasi tu fossi una maledizione.
Febbraio funesto, Oh…

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PROCESSO DI RIMOZIONE

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Eternal Sunshine of the Spotless Mind. (Immagine del Web)

Dimentichiamoci il mare d’estate
e le flebili onde
e la sabbia fredda di notte.

Dimentichiamoci la montagna
e le strade impervie
e la pozza d’acqua dolce.

Dimentichiamoci il sangue dei gelsi
e i baci onesti
e gli abbracci avvolgenti dei rami.

Dimentichiamoci le scie di stelle
e i lunghi cammini
e le tenere trecce di mani.

Dimentichiamoci casa nostra
e il freddo del mondo
e le stufe di pelli umane.

Dimentichiamoci i torti subiti
e il cuore che batte
e la piena dei languidi occhi.

Dimentichiamoci che siamo stati
e di essere vivi
e di appartenere al medesimo posto.

Dimentichiamoci.

(Federica Zummo)

NINNA NANNA A SONAGLI

Fonte immagine: Google


Din, din, din…
Cala il sipario su note di stelle,
afferra la mano che ti porterà
oltre il confine di un mondo ribelle,
dove la pace si ritroverà.

Tin, tin, tin…
Orsù, tu dormi e non ci pensare,
cala le palpebre e dormirai.
Prendi il volo e comincia a sognare
scene di gloria che realizzerai.

Cin,cin,cin…
Ora che ciondoli in sonno profondo,
brinda alla vita e ti sorriderà.
Tieni segreto il tuo piccolo mondo
che da rifugio ti servirà.

(Federica Zummo)

LUCE NERA

Da quadernetti ritrovati, ripesco questo reperto risalente ai miei anni di Liceo; precisamente al 2008. In questi versi, lascio immutato il mio pensiero da sedicenne.

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Fonte immagine: Google.

Slitta per il parcheggio di un ospedale,
dove muore ogni passione e cede ogni dolore.
L’estrania mano che lo lasciò cadere
non mutò in sentimento quell’infamia nascosta
sotto il bianco viso di colui che, con quel dannato treno
carico di indifferenza, lo investì.
Ogni speranza di vita era persa per sempre;
ma una Luce fiduciosa mise a tacere ogni sofferenza
e rese omaggio alla tanto attesa Pace
che Said merita in eterno.

In pace il suo cuore, in pace il suo amore,
riposa il nero animo adesso libero
da ogni servitù dolente,
che aspirava a scrivere sui muri della Metro
ciò che avrebbe voluto contestare.

(Federica Zummo)

SOLMONETH

nuvole-sole

Febbraio, Mese del Fango,
da sempre nei secoli ostile,
sei il mese più corto dell’anno,
sei quello più nero, atrabile.

Sei stato accorciato da Augusto,
geloso del Mese di Giulio,
ti rubò un giorno dall’anno bisesto
affinchè Agosto restasse un cimelio.

Cristalli gelidi di Ametista
riposano sopra la fredda Terra,
riflessi viola di un cielo pietista
che usurpi coi Giorni di Merla.

Ultimo mese dell’anno contavi,
Numa Pompilio ti diede la voce.
Ultimo mese d’inverno rimani,
ultimo chiodo di questa croce.

Sciogli la neve dei candidi campi
per dare vita alle Primule nuove,
per dare segno dei finali scempi,
per annunciare che te ne vai altrove.

E quando alfine ti sei accomiatato
si avverte un’aria più pura e leggera.
E le sofferenze di chi ti ha patito
le porti con te, via, con la bufera.

Ma il tuo destino è di ritornare,
quasi tu fossi una maledizione.
Febbraio funesto, Oh, non ci turbare!
Abbi pietà dell’invocazione.

(Federica Zummo)