BUON COMPLEANNO AMORE

Cos’è un dono? È una forma di gratitudine, una dimostrazione di apprezzamento nei riguardi di qualcosa che, a sua volta, ci è stato concesso. Il dono deve avere sempre un’attinenza rappresentativa. Riprodussi questo dipinto per voi quando capii che ciò che di più bello mi avete donato sono proprio Amore e Psiche. È stata questa la mia piccola, ma rappresentativa, forma di gratitudine per voi, trasferita con un pennello e qualche acrilico su un foglio di Fabriano 2, in un pomeriggio di qualche anno fa, mentre riflettevo su quanto siete capaci di dimostrare e di trasmettere, ogni santo giorno della vostra vita, cosa sia l’amore. Perciò affermo che nessuno più di voi -e chi come voi- ha diritto oggi di celebrare simbolicamente il vostro amore. Perché oggi non dev’essere un giorno per ricordarsi dell’amore; dev’essere il compleanno dell’amore. L’amore che elargite tutti i giorni. L’amore per la vita.
Buona festa degli innamorati, Mamma e Papi. ❤

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SOLMONETH

SOLMONETH
(mese del fango)

Citazioni Della Mia Mente

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Febbraio, Mese del Fango,
da sempre nei secoli ostile,
sei il mese più corto dell’anno,
sei quello più nero, atrabile.

Sei stato accorciato da Augusto,
geloso del Mese di Giulio,
ti rubò un giorno dall’anno bisesto
affinchè Agosto restasse un cimelio.

Cristalli gelidi di Ametista
riposano sopra la fredda Terra,
riflessi viola di un cielo pietista
che usurpi coi Giorni di Merla.

Ultimo mese dell’anno contavi,
Numa Pompilio ti diede la voce.
Ultimo mese d’inverno rimani,
ultimo chiodo di questa croce.

Sciogli la neve dei candidi campi
per dare vita alle Primule nuove,
per dare segno dei finali scempi,
per annunciare che te ne vai altrove.

E quando alfine ti sei accomiatato
si avverte un’aria più pura e leggera.
E le sofferenze di chi ti ha patito
le porti con te, via, con la bufera.

Ma il tuo destino è di ritornare,
quasi tu fossi una maledizione.
Febbraio funesto, Oh…

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Caro Nestore…

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Caro Nestore,

perdonami, non posso fare a meno di condividere con te le vicissitudini della mia vita. Probabilmente, perché sei stata l’unica persona che, in un momento molto buio della mia esistenza, è riuscita a comprendermi fino in fondo, a capirmi, senza mai giudicarmi. Oppure perché vedo in te qualcosa di molto simile a me. O entrambe le cose. In ogni caso, vorrei che tu sapessi che ora posso definirmi a gran voce una persona forte. Sono risalita a galla. Ne ho passate tante durante quest’ultimo anno, fino ad ora. Ho fallito alcune prove e ho trovato, allo stesso tempo, chi crede in me e mi è stato chiesto di non arrendermi. E non lo farò. Sono ancora qua; stavolta con la voglia di vivere. Ora lo sento il sangue ribollire nelle vene e so apprezzare di nuovo la bellezza di un tramonto senza distrazioni. Niente riesce più ad abbattermi, nonostante si siano accumulate ulteriori  Continue reading “Caro Nestore…”

COME IL VENTO SCUOTEVA LE FOGLIE (Parte II)

Per chi non fosse in pari col racconto: COME IL VENTO SCUOTEVA LE FOGLIE (Prima Parte)                

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Immagine dal web.

CAPITOLO V

Qualche settimana dopo fu svelato l’arcano. Filemone si trovava ad una festa estiva con la sorella Naiade che, essendo a conoscenza della storia di Bauci, si accorse della sua contemporanea presenza sul luogo del divertimento. Naiade immediatamente si recò da Filemone per raccontarle quanto aveva appena scoperto: ebbene sì, Bauci si era fidanzato; si trovava alla festa in lieta compagnia. Filemone poté così finalmente realizzare quali furono i veri motivi che spinsero Bauci ad assumere un atteggiamento respingente nei suoi confronti. Tuttavia, il fatto non la sconvolse più di tanto: la sua priorità rimaneva il suo equilibrio interiore che non doveva dipendere da persone o fatti esterni. Ci rimase un po’ male e si mise subito il cuore in pace. Nei giorni a seguire, comunque, l’immagine di Bauci 

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COME IL VENTO SCUOTEVA LE FOGLIE (Prima Parte)

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Fonte immagine: Google.

 

CAPITOLO I

Un susseguirsi di rincorrersi plasmò la storia di due giovani amanti. Filemone, donna dalla ridondante chioma, custodiva in sé un’indiscutibile bontà d’animo. Era unica nel suo genere e nella sua particolare bellezza. Creatura dall’intelligenza scaltra e sopraffina, conobbe così l’umile Bauci: era una calda notte d’Agosto; precisamente, la notte di San Lorenzo. Fino ad allora, l’uno non era a conoscenza dell’esistenza dell’altra. Il loro inconsapevole viaggio alla ricerca della complementarità avrebbe avuto inizio  Continue reading “COME IL VENTO SCUOTEVA LE FOGLIE (Prima Parte)”

PROCESSO DI RIMOZIONE

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Eternal Sunshine of the Spotless Mind. (Immagine del Web)

Dimentichiamoci il mare d’estate
e le flebili onde
e la sabbia fredda di notte.

Dimentichiamoci la montagna
e le strade impervie
e la pozza d’acqua dolce.

Dimentichiamoci il sangue dei gelsi
e i baci onesti
e gli abbracci avvolgenti dei rami.

Dimentichiamoci le scie di stelle
e i lunghi cammini
e le tenere trecce di mani.

Dimentichiamoci casa nostra
e il freddo del mondo
e le stufe di pelli umane.

Dimentichiamoci i torti subiti
e il cuore che batte
e la piena dei languidi occhi.

Dimentichiamoci che siamo stati
e di essere vivi
e di appartenere al medesimo posto.

Dimentichiamoci.

(Federica Zummo)

PALERMO E SICILIANISTICA. XXI CONCORSO DI POESIA “GIOVANNI MELI”

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PALERMO – Ieri, 14  Maggio 2017, l’ Accademia “Ruggero II di Sicilia” ha celebrato il XXI Concorso Nazionale di Poesia “Giovanni Meli”, ospitato dal Salone della Fondazione “Giuseppe e Marzio Tricoli”. Non a caso, è stata scelta questa Domenica per svolgere la cerimonia: oggi, infatti, sono stati la Mamma e la Poesia gli argomenti celebrativi della manifestazione, in quanto anche la poesia può essere considerata “mamma” dell’umanità, consolatrice e protettrice dell’animo umano quando è in cerca dei valori smarriti. Dunque, la poesia è un valore, come afferma il Professor Salvatore DI MARCO, Presidente della Giuria, nel suo discorso d’apertura: <<Oggi come oggi, nessuno più legge libri di poesia. La poesia è un valore. Non è del poeta, ma è un bene comune>>. Come ci ricorda, del resto, anche Massimo Troisi ne “Il Postino”, anche il lettore è poeta se in grado di recepire i valori che la poesia trasmette. Aggiunge il Prof. Di Marco: <<La poesia è umiltà. Il poeta è un sacerdote e, se non è umile, non è neanche un sagrestano. Il poeta è come S. Francesco: indossa  Continue reading “PALERMO E SICILIANISTICA. XXI CONCORSO DI POESIA “GIOVANNI MELI””