COME IL VENTO SCUOTEVA LE FOGLIE (Parte II)

Per chi non fosse in pari col racconto: COME IL VENTO SCUOTEVA LE FOGLIE (Prima Parte)                

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Immagine dal web.

CAPITOLO V

Qualche settimana dopo fu svelato l’arcano. Filemone si trovava ad una festa estiva con la sorella Naiade che, essendo a conoscenza della storia di Bauci, si accorse della sua contemporanea presenza sul luogo del divertimento. Naiade immediatamente si recò da Filemone per raccontarle quanto aveva appena scoperto: ebbene sì, Bauci si era fidanzato; si trovava alla festa in lieta compagnia. Filemone poté così finalmente realizzare quali furono i veri motivi che spinsero Bauci ad assumere un atteggiamento respingente nei suoi confronti. Tuttavia, il fatto non la sconvolse più di tanto: la sua priorità rimaneva il suo equilibrio interiore che non doveva dipendere da persone o fatti esterni. Ci rimase un po’ male e si mise subito il cuore in pace. Nei giorni a seguire, comunque, l’immagine di Bauci 

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COME IL VENTO SCUOTEVA LE FOGLIE (Prima Parte)

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Fonte immagine: Google.

 

CAPITOLO I

Un susseguirsi di rincorrersi plasmò la storia di due giovani amanti. Filemone, donna dalla ridondante chioma, custodiva in sé un’indiscutibile bontà d’animo. Era unica nel suo genere e nella sua particolare bellezza. Creatura dall’intelligenza scaltra e sopraffina, conobbe così l’umile Bauci: era una calda notte d’Agosto; precisamente, la notte di San Lorenzo. Fino ad allora, l’uno non era a conoscenza dell’esistenza dell’altra. Il loro inconsapevole viaggio alla ricerca della complementarità avrebbe avuto inizio  Continue reading “COME IL VENTO SCUOTEVA LE FOGLIE (Prima Parte)”

PROCESSO DI RIMOZIONE

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Eternal Sunshine of the Spotless Mind. (Immagine del Web)

Dimentichiamoci il mare d’estate
e le flebili onde
e la sabbia fredda di notte.

Dimentichiamoci la montagna
e le strade impervie
e la pozza d’acqua dolce.

Dimentichiamoci il sangue dei gelsi
e i baci onesti
e gli abbracci avvolgenti dei rami.

Dimentichiamoci le scie di stelle
e i lunghi cammini
e le tenere trecce di mani.

Dimentichiamoci casa nostra
e il freddo del mondo
e le stufe di pelli umane.

Dimentichiamoci i torti subiti
e il cuore che batte
e la piena dei languidi occhi.

Dimentichiamoci che siamo stati
e di essere vivi
e di appartenere al medesimo posto.

Dimentichiamoci.

(Federica Zummo)

 

PER CHI HA VOGLIA DI DIRE LA SUA

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ABNEGAZIONE

“Dai il tuo impegno migliore, perché tu vali il miglior impegno.”
-Denis Waitley-

Una parola che deriva dal latino, composta da “ab-“, che indica allontanamento, e NEGARE.

Ancora: ABNEGAZIONE, nella Legge Ebraica, si ha quando “il raggiungimento di un bene più grande ha la precedenza sull’osservanza di un precetto minore. Questa pratica riflette la natura flessibile della legge ebraica ed il profondo rispetto per il prossimo.”
(Fonte: Wikipedia).

Dal “Sommario delle Regole” di S. Ignazio, par. n. 12:
per arrivare in modo più eccellente al grado di perfezione accennato sopra, così prezioso nella vita spirituale, ciascuno deve, innanzi tutto, mettere la massima sua applicazione a cercare, secondo Dio, la più perfetta abnegazione di se stesso e, per quanto sarà possibile, una mortificazione continua in tutte le cose.

Una parola profonda, che include una spiritualità importante. Comprende sacrificio, rinuncia, dedizione e, spesso, prevede il perdono. Tutto questo affinché si possa stare in pace con se stessi e con il mondo.

Ho voluto dare un’idea piuttosto frammentaria delle varie

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4 NOVEMBRE

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Immagine dal Web.

Rammentiamo i nostri Eroi caduti in guerra,
morti per noi su una crudele e fredda terra.
Essi non vengono mai ricordati abbastanza:
qualche volta solo ammirati,
ma spesso dai nostri cuori dimenticati.
Per loro una Commemorazione di sole due ore:
“…ci hanno dato protezione e amore!”
E poi passano vaghi nelle nostre menti.
Purtroppo, per loro solo questo momento:
uno squillo di tromba e un marmoreo Monumento.

(Federica Zummo, 2005)

IL MARE DALLA MONTAGNA

Lu Cummuni
“Perseverare o desistere? Questo è il dilemma.” -Cit. Della Mia Mente- Vista dal Commune, Contrada Santa Maria Del Carmine (TP) (Ph.: Federica Zummo)

Ero profondamente entusiasta di mostrarti e farti conoscere ogni più profondo aspetto di ciò che sono e del mio essere. Così, all’avverarsi di un sogno, quel giorno decisi di portarti lì, sul posto che rappresentava la mia infanzia, la mia vita e la mia anima. Sulla montagna giaceva la mia umile casetta. Era posizionata ad un’altura media, tale da consentire di godersi la pizzicante sensazione delle fresche brezza che, in quella calda e afosa estate di paese, ci accarezzavano delicatamente la pelle. Era un posto speciale per i colori caldi della rilassante quiete che caratterizzava il tramonto. Era un posto meraviglioso per l’estesa visuale che permetteva di osservare il verdastro panorama estivo di un’enorme fetta di paesaggio siciliano, fino al mare, a più di 45 Km da esso. E fu proprio quando cercai di farti scorgere la vista del mare che ebbi modo di riflettere su alcune circostanze. Ricordo ancora bene quando ti dissi:

– Questo è un posto invidiabile, un’insormontabile “Torre di controllo”. Da qui su, vedi ogni cosa, basta che

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