PALERMO E SICILIANISTICA. XXI CONCORSO DI POESIA “GIOVANNI MELI”

WhatsApp Image 2017-05-15 at 17.55.23

PALERMO – Ieri, 14  Maggio 2017, l’ Accademia “Ruggero II di Sicilia” ha celebrato il XXI Concorso Nazionale di Poesia “Giovanni Meli”, ospitato dal Salone della Fondazione “Giuseppe e Marzio Tricoli”. Non a caso, è stata scelta questa Domenica per svolgere la cerimonia: oggi, infatti, sono stati la Mamma e la Poesia gli argomenti celebrativi della manifestazione, in quanto anche la poesia può essere considerata “mamma” dell’umanità, consolatrice e protettrice dell’animo umano quando è in cerca dei valori smarriti. Dunque, la poesia è un valore, come afferma il Professor Salvatore DI MARCO, Presidente della Giuria, nel suo discorso d’apertura: <<Oggi come oggi, nessuno più legge libri di poesia. La poesia è un valore. Non è del poeta, ma è un bene comune>>. Come ci ricorda, del resto, anche Massimo Troisi ne “Il Postino”, anche il lettore è poeta se in grado di recepire i valori che la poesia trasmette. Aggiunge il Prof. Di Marco: <<La poesia è umiltà. Il poeta è un sacerdote e, se non è umile, non è neanche un sagrestano. Il poeta è come S. Francesco: indossa  Continue reading “PALERMO E SICILIANISTICA. XXI CONCORSO DI POESIA “GIOVANNI MELI””

SOLMONETH

nuvole-sole

Febbraio, Mese del Fango,
da sempre nei secoli ostile,
sei il mese più corto dell’anno,
sei quello più nero, atrabile.

Sei stato accorciato da Augusto,
geloso del Mese di Giulio,
ti rubò un giorno dall’anno bisesto
affinchè Agosto restasse un cimelio.

Cristalli gelidi di Ametista
riposano sopra la fredda Terra,
riflessi viola di un cielo pietista
che usurpi coi Giorni di Merla.

Ultimo mese dell’anno contavi,
Numa Pompilio ti diede la voce.
Ultimo mese d’inverno rimani,
ultimo chiodo di questa croce.

Sciogli la neve dei candidi campi
per dare vita alle Primule nuove,
per dare segno dei finali scempi,
per annunciare che te ne vai altrove.

E quando alfine ti sei accomiatato
si avverte un’aria più pura e leggera.
E le sofferenze di chi ti ha patito
le porti con te, via, con la bufera.

Ma il tuo destino è di ritornare,
quasi tu fossi una maledizione.
Febbraio funesto, Oh, non ci turbare!
Abbi pietà dell’invocazione.

(Federica Zummo)

4 NOVEMBRE

colomba_sc_toscana
Immagine dal Web.

Rammentiamo i nostri Eroi caduti in guerra,
morti per noi su una crudele e fredda terra.
Essi non vengono mai ricordati abbastanza:
qualche volta solo ammirati,
ma spesso dai nostri cuori dimenticati.
Per loro una Commemorazione di sole due ore:
“…ci hanno dato protezione e amore!”
E poi passano vaghi nelle nostre menti.
Purtroppo, per loro solo questo momento:
uno squillo di tromba e un marmoreo Monumento.

(Federica Zummo, 2005)

SENSAZIONI QUOTIDIANE

letteratura_viaggio_libri
Fonte: Google Immagini

Le ansie, i caffè,
i fogli di giornale,
gli appunti di una vita
che non sai come usare.

Silenzi e biblioteche,
i libri da sfogliare,
lezioni di una vita
che non vuoi imparare.

La gioia, la fede,
la triste imposizione,
gli amori di una vita
senza collocazione.

La grinta, le sfide,
il grido spaccacuore,
le voci di una vita
che raccontano dolore.

La sabbia, le mani,
calori da scoprire,
gli affetti di una vita
che spesso vuoi avvertire.

I sensi, la pace,
nel parco a ciondolare,
i passi di una vita
che non sai affastellare.

La suspense, il cinema,
le scene da girare,
le trame di una vita
che la mente sa intrecciare.

Percorsi, le mappe,
i posti da scoprire,
i viaggi di una vita
che il cuore sa esordire.

La piazza, la gente,
la festa nel bicchiere,
discorsi di una vita
che non riesci a sostenere.

Il letto, la notte,
il vuoto da ascoltare,
pensieri di una vita
che vorresti abbracciare.

(Federica Zummo )

NOSTALGICO MONDO

394360_463928223627335_1487974707_n
Fonte: immagini google

Vorrei dipingere il tempo di una nuova Alba,
accarezzare il Vento e portarlo con me.

Vorrei poter guardare il Sole negli occhi,
ascoltare ciò che le Onde del Mare hanno da dire.

Vorrei spogliare il Cielo delle sue nubi
e suggerire alle Foglie di non cadere.

Vorrei scolpire i tratti di un nuovo Giorno,
contemplare il tramonto di un’Era passata
e sognare vivo ancora il Domani.

(Federica Zummo)

ALLA RICERCA DELLA STABILITÀ

fantasy_wallpaper_1280x1024
Fonte: immagini google

Pare che il tempo si sia fermato,
che calchi l’incertezza delle cose,
segni l’amaro senso della solitudine.
Siamo come elettroni che riempiono
gli alti livelli energetici di un atomo.
Abbiamo legami instabili:
sveltamente prendiamo,
facilmente lasciamo.
L’arcano divenire degli avvenimenti
appare oscuro alle nostre menti.
Bisogna creare un legame più saldo,
più vicino al nucleo delle cose,
tanto da non perderci mai
nel buio dell’eternità.

(Federica Zummo )