COME IL VENTO SCUOTEVA LE FOGLIE (Parte II)

Per chi non fosse in pari col racconto: COME IL VENTO SCUOTEVA LE FOGLIE (Prima Parte)                

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Immagine dal web.

CAPITOLO V

Qualche settimana dopo fu svelato l’arcano. Filemone si trovava ad una festa estiva con la sorella Naiade che, essendo a conoscenza della storia di Bauci, si accorse della sua contemporanea presenza sul luogo del divertimento. Naiade immediatamente si recò da Filemone per raccontarle quanto aveva appena scoperto: ebbene sì, Bauci si era fidanzato; si trovava alla festa in lieta compagnia. Filemone poté così finalmente realizzare quali furono i veri motivi che spinsero Bauci ad assumere un atteggiamento respingente nei suoi confronti. Tuttavia, il fatto non la sconvolse più di tanto: la sua priorità rimaneva il suo equilibrio interiore che non doveva dipendere da persone o fatti esterni. Ci rimase un po’ male e si mise subito il cuore in pace. Nei giorni a seguire, comunque, l’immagine di Bauci 

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LUCE NERA

Da quadernetti ritrovati, ripesco questo reperto risalente ai miei anni di Liceo; precisamente al 2008. In questi versi, lascio immutato il mio pensiero da sedicenne.

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Fonte immagine: Google.

Slitta per il parcheggio di un ospedale,
dove muore ogni passione e cede ogni dolore.
L’estrania mano che lo lasciò cadere
non mutò in sentimento quell’infamia nascosta
sotto il bianco viso di colui che, con quel dannato treno
carico di indifferenza, lo investì.
Ogni speranza di vita era persa per sempre;
ma una Luce fiduciosa mise a tacere ogni sofferenza
e rese omaggio alla tanto attesa Pace
che Said merita in eterno.

In pace il suo cuore, in pace il suo amore,
riposa il nero animo adesso libero
da ogni servitù dolente,
che aspirava a scrivere sui muri della Metro
ciò che avrebbe voluto contestare.

(Federica Zummo)

BACIATI DAL SOLE

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Siena, Coroncina. Ph: Federica Zummo

E così, alle sei del pomeriggio, il Sole salutò la città. Col suo ultimo raggio stampò un bacio caloroso sulla fronte di tutti i passanti, ravvivandone il viso, la pelle e il sorriso. Poi s’accinse a scomparir dietro mura e monti ombrosi… lentamente. Apprensivo, voleva esser sicuro, osservando da lontano, che l’immagine dell’allegro operato per cui sin dal tempo dell’alba s’era immolato, non si rivelasse vana ai fini del progredir della vita. Per finire, ci mandò a salutare dal canto degli uccelli notturni. Sapeva che il buio e la notte avrebbero portato il gelo e malinconici pensieri, ragion per cui fece in modo che ci rimanesse addosso, il più a lungo possibile, il calore che gratuitamente ci aveva donato durante le ore di luce. Fu proprio per questo motivo che dedicò il Tramonto agli occhi degli esseri umani.

(Federica Zummo)

4 NOVEMBRE

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Immagine dal Web.

Rammentiamo i nostri Eroi caduti in guerra,
morti per noi su una crudele e fredda terra.
Essi non vengono mai ricordati abbastanza:
qualche volta solo ammirati,
ma spesso dai nostri cuori dimenticati.
Per loro una Commemorazione di sole due ore:
“…ci hanno dato protezione e amore!”
E poi passano vaghi nelle nostre menti.
Purtroppo, per loro solo questo momento:
uno squillo di tromba e un marmoreo Monumento.

(Federica Zummo, 2005)

LA STRADA DEL RITORNO

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Str. Poggioreale – Gibellina. Ph: Federica Zummo

Mi sono persa.
Mi sono persa perché ho pensato troppo a dove voler arrivare. Mi sono persa alla ricerca continua e frettolosa di strade nuove, senza godermi le tappe. Mi sono persa perché ho osato; perché non mi bastava niente e non mi facevo bastare. Mi sono persa perché nessuno ha una mappa della propria vita ed è facile perdersi. Mi sono persa tra i pareri e fra i consigli; e dopo mi sono persa anche sulla Via del Secondo Me. Mi sono persa perché le strade sono troppe e non sai mai quale possa essere quella giusta; così, vorresti provarle tutte. Mi sono persa perché

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IL BALLO DEL VOLERE

Martin Pescatore. Immagine dal Web.

-Cosa ti balena nella mente?

-Un altalenare di buoni propositi e false aspettative. Ogni tanto mi succede di mettere un piede dentro al Limbo della fantasia, specialmente quando sono troppo vicina al confine tra realtà e immaginazione. E, quindi, ballo tra ciò che vorrei e ciò che posso avere da questa vita.

-Credo questo sia dovuto al fatto che non hai mai provato a metterti in gioco fino in fondo…

-Che vuol dire “mettersi in gioco” quando quasi non distingui più i sogni dalla realtà? Supponiamo che, passeggiando lungo il fiume, io veda un bellissimo Martin Pescatore: mi piace e, nella mia fervida immaginazione, penso che lo desidero, che mi piacerebbe prendermene cura e portarlo con me. Penso che questa sia un’idea felice. Tornando alla realtà, però, mi chiedo: con quale diritto potrei farlo? Mi rendo conto che non posso averlo, perché quell’amabile creatura non mi appartiene; non so nemmeno

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