15 MAGGIO: FESTA DELL’AUTONOMIA SICILIANA. ESISTE?

PREMESSA : chiaramente, non voglio fare di tutta l’erba un fascio. La Sicilia è fatta anche di persone oneste e lavoratrici, piene di dignità che cercano di riscattarsi e di “martiri” della Patria, di gente che si è immolata contro le mafie e le ingiustizie per la propria gente. Non vanno dimenticati certi sacrifici. Ciò che purtroppo evince dall’attuale contesto è l’aspetto deteriore della classe dirigente e dei burocrati, esempio per il popolo, che hanno approfittato del proprio ruolo per acquisire privilegi e arricchimenti, contaminando un sistema in cui si radica e si diffonde la corruzione anche negli aspetti più banali della quotidianità e nelle più piccole realtà.

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​Oggi è la Festa della Regione e l’Autonomia Siciliana compie 70 anni.
Forse, il Siciliano ha inteso male il significato del termine “autonomia”, ignorando tutti i sacrifici compiuti per ottenerla. Autonomia non è ricavare interessi personali prevaricando su altri individui, non curandosi di portare nessuna forma di rispetto. Il Siciliano, oggi, non ha proprio un tubo da festeggiare; forse, si è approfittato di questa festività per ricavare un altro giorno di vacanza a lavoro, perché il siciliano medio è nullafacente, è vile e un c’è nenti di fari (non c’è niente da fare). Il Siciliano cova una mentalità di corruzione e favoritismi; una mentalità di convenienza, “comoda”. Il siciliano deve dimostrare il suo essere comandino (“maffioso“), altrimenti non è siciliano; quindi fa quel che gli pare, in modo in parte anarchico: se all’ufficio sei in attesa di una lunga coda, ma trovi l’impiegato che conosce il cugino di sesto grado della mamma di tuo marito, allora siete parenti! Quindi, ti fa il FAVORE di farti passare e risparmiarti la fila, così potrai Continue reading “15 MAGGIO: FESTA DELL’AUTONOMIA SICILIANA. ESISTE?”

IL MARE DALLA MONTAGNA

Lu Cummuni
“Perseverare o desistere? Questo è il dilemma.” -Cit. Della Mia Mente- Vista dal Commune, Contrada Santa Maria Del Carmine (TP) (Ph.: Federica Zummo)

Ero profondamente entusiasta di mostrarti e farti conoscere ogni più profondo aspetto di ciò che sono e del mio essere. Così, all’avverarsi di un sogno, quel giorno decisi di portarti lì, sul posto che rappresentava la mia infanzia, la mia vita e la mia anima. Sulla montagna giaceva la mia umile casetta. Era posizionata ad un’altura media, tale da consentire di godersi la pizzicante sensazione delle fresche brezza che, in quella calda e afosa estate di paese, ci accarezzavano delicatamente la pelle. Era un posto speciale per i colori caldi della rilassante quiete che caratterizzava il tramonto. Era un posto meraviglioso per l’estesa visuale che permetteva di osservare il verdastro panorama estivo di un’enorme fetta di paesaggio siciliano, fino al mare, a più di 45 Km da esso. E fu proprio quando cercai di farti scorgere la vista del mare che ebbi modo di riflettere su alcune circostanze. Ricordo ancora bene quando ti dissi:

– Questo è un posto invidiabile, un’insormontabile “Torre di controllo”. Da qui su, vedi ogni cosa, basta che

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