Cit. Della Mia Mente

PROCESSO DI RIMOZIONE

e s o t s m
Eternal Sunshine of the Spotless Mind. (Immagine del Web)

Dimentichiamoci il mare d’estate
e le flebili onde
e la sabbia fredda di notte.

Dimentichiamoci la montagna
e le strade impervie
e la pozza d’acqua dolce.

Dimentichiamoci il sangue dei gelsi
e i baci onesti
e gli abbracci avvolgenti dei rami.

Dimentichiamoci le scie di stelle
e i lunghi cammini
e le tenere trecce di mani.

Dimentichiamoci casa nostra
e il freddo del mondo
e le stufe di pelli umane.

Dimentichiamoci i torti subiti
e il cuore che batte
e la piena dei languidi occhi.

Dimentichiamoci che siamo stati
e di essere vivi
e di appartenere al medesimo posto.

Dimentichiamoci.

(Federica Zummo)

 

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PALERMO E SICILIANISTICA. XXI CONCORSO DI POESIA “GIOVANNI MELI”

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PALERMO – Ieri, 14  Maggio 2017, l’ Accademia “Ruggero II di Sicilia” ha celebrato il XXI Concorso Nazionale di Poesia “Giovanni Meli”, ospitato dal Salone della Fondazione “Giuseppe e Marzio Tricoli”. Non a caso, è stata scelta questa Domenica per svolgere la cerimonia: oggi, infatti, sono stati la Mamma e la Poesia gli argomenti celebrativi della manifestazione, in quanto anche la poesia può essere considerata “mamma” dell’umanità, consolatrice e protettrice dell’animo umano quando è in cerca dei valori smarriti. Dunque, la poesia è un valore, come afferma il Professor Salvatore DI MARCO, Presidente della Giuria, nel suo discorso d’apertura: <<Oggi come oggi, nessuno più legge libri di poesia. La poesia è un valore. Non è del poeta, ma è un bene comune>>. Come ci ricorda, del resto, anche Massimo Troisi ne “Il Postino”, anche il lettore è poeta se in grado di recepire i valori che la poesia trasmette. Aggiunge il Prof. Di Marco: <<La poesia è umiltà. Il poeta è un sacerdote e, se non è umile, non è neanche un sagrestano. Il poeta è come S. Francesco: indossa  Continue reading “PALERMO E SICILIANISTICA. XXI CONCORSO DI POESIA “GIOVANNI MELI””

15 MAGGIO: FESTA DELL’AUTONOMIA SICILIANA. ESISTE?

PREMESSA : chiaramente, non voglio fare di tutta l’erba un fascio. La Sicilia è fatta anche di persone oneste e lavoratrici, piene di dignità che cercano di riscattarsi e di “martiri” della Patria, di gente che si è immolata contro le mafie e le ingiustizie per la propria gente. Non vanno dimenticati certi sacrifici. Ciò che purtroppo evince dall’attuale contesto è l’aspetto deteriore della classe dirigente e dei burocrati, esempio per il popolo, che hanno approfittato del proprio ruolo per acquisire privilegi e arricchimenti, contaminando un sistema in cui si radica e si diffonde la corruzione anche negli aspetti più banali della quotidianità e nelle più piccole realtà.

Fonte immagine: Google

​Oggi è la Festa della Regione e l’Autonomia Siciliana compie 70 anni.
Forse, il Siciliano ha inteso male il significato del termine “autonomia”, ignorando tutti i sacrifici compiuti per ottenerla. Autonomia non è ricavare interessi personali prevaricando su altri individui, non curandosi di portare nessuna forma di rispetto. Il Siciliano, oggi, non ha proprio un tubo da festeggiare; forse, si è approfittato di questa festività per ricavare un altro giorno di vacanza a lavoro, perché il siciliano medio è nullafacente, è vile e un c’è nenti di fari (non c’è niente da fare). Il Siciliano cova una mentalità di corruzione e favoritismi; una mentalità di convenienza, “comoda”. Il siciliano deve dimostrare il suo essere comandino (“maffioso“), altrimenti non è siciliano; quindi fa quel che gli pare, in modo in parte anarchico: se all’ufficio sei in attesa di una lunga coda, ma trovi l’impiegato che conosce il cugino di sesto grado della mamma di tuo marito, allora siete parenti! Quindi, ti fa il FAVORE di farti passare e risparmiarti la fila, così potrai Continue reading “15 MAGGIO: FESTA DELL’AUTONOMIA SICILIANA. ESISTE?”

“AVATAR”: UNCODED MESSAGE

Ho ripreso questo articolo dalla tesi che ho presentato al mio Esame di Stato (11/07/2011, Liceo Classico G. Pantaleo). Il film “Avatar” di James Cameron rimane, a mio modesto avviso, uno dei pochi film degli ultimi decenni che riesce ad inglobare un tema così attuale e di difficile rappresentazione: il rapporto Uomo-Natura. La stesura della mia tesi è volta a confutare l’errata interpretazione del messaggio tratto dal capolavoro cinematografico Cameroniano, che si è diffusa a causa dell’incapacità della società odierna di coglierne il significato più profondo che il regista vuol far trapelare.

Avatar
Fonte immagine: Google.

La parola “AVATAR” è un sostantivo maschile della lingua Sanscrita (Avatàra), con cui si indica l’apparizione o la discesa sulla Terra  della divinità avente il compito di ristabilire il “Dharma”, ovvero l’ordine cosmico. Il termine, infatti, deriva dal verbo “AVATR”, con il significato di “discendere in…”, “incarnarsi”. La nozione religiosa di “avatàra” compare per la prima volta in India, tra il III ed il II secolo a.C.  I sostenitori di tale ideologia religiosa credono che il Dio si incarni ogni qualvolta avvenga un declino dell’etica e della giustizia, unitamente all’insorgere delle forze demoniache che operano in senso opposto. Gli Avatar, in questa era epica Induista, sono considerati intermediari tra l’Essere Supremo ed il Comune Mortale. Continue reading ““AVATAR”: UNCODED MESSAGE”

NINNA NANNA A SONAGLI

Fonte immagine: Google


Din, din, din…
Cala il sipario su note di stelle,
afferra la mano che ti porterà
oltre il confine di un mondo ribelle,
dove la pace si ritroverà.

Tin, tin, tin…
Orsù, tu dormi e non ci pensare,
cala le palpebre e dormirai.
Prendi il volo e comincia a sognare
scene di gloria che realizzerai.

Cin,cin,cin…
Ora che ciondoli in sonno profondo,
brinda alla vita e ti sorriderà.
Tieni segreto il tuo piccolo mondo
che da rifugio ti servirà.

(Federica Zummo)

II LETTERA: Caro Cefalo…

A volte, maturiamo dei concetti bellissimi e pensieri che vorremmo dire. Le dinamiche degli eventi, però, possono cambiare e non sempre le cose si mettono come vorremmo. Fatti ed avvenimenti influenti possono portarci a prendere decisioni che non avremmo voluto prendere e a dire cose che mai avremmo pensato di dire. Mentre parole come le seguenti rimangono chiuse nei cassetti…

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Lo sai? Sipa è una città che mi è sempre piaciuta tanto. E mi è piaciuta ancora di più dopo esserci stata per venirti a trovare. Il solo pensiero di ritornarci, come ogni volta, mi entusiasma parecchio. Con te ha ricevuto un tocco di magia e, da allora, tutte le volte che mi trovo a passare da lì, l’emozione che provo è differente. Mi vengono in mente tutti i momenti passati assieme in quei pochi giorni di vacanza che l’Università ci ha concesso: la macchina rubata a Melia, le passeggiate mano nella mano sul Langurno, i residui della cometa di Halley a coglierci di sorpresa, le chiacchiere nei bar Continue reading “II LETTERA: Caro Cefalo…”

LUCE NERA

Da quadernetti ritrovati, ripesco questo reperto risalente ai miei anni di Liceo; precisamente al 2008. In questi versi, lascio immutato il mio pensiero da sedicenne.

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Fonte immagine: Google.

Slitta per il parcheggio di un ospedale,
dove muore ogni passione e cede ogni dolore.
L’estrania mano che lo lasciò cadere
non mutò in sentimento quell’infamia nascosta
sotto il bianco viso di colui che, con quel dannato treno
carico di indifferenza, lo investì.
Ogni speranza di vita era persa per sempre;
ma una Luce fiduciosa mise a tacere ogni sofferenza
e rese omaggio alla tanto attesa Pace
che Said merita in eterno.

In pace il suo cuore, in pace il suo amore,
riposa il nero animo adesso libero
da ogni servitù dolente,
che aspirava a scrivere sui muri della Metro
ciò che avrebbe voluto contestare.

(Federica Zummo)